Social card, anno secondo

Social card anno secondo. Tremonti ci riprova. Secondo il bilancio del Ministro dell’Economia la card “ha funzionato bene e tanta gente bisognosa sta meglio di prima. Questa è una delle cose che devono essere considerate positive, non per il governo ma per tutti noi”. Affermazione, questa, smentita dai dati forniti dal Ministero del Tesoro: gli attuali beneficiari di card sono 450mila, una cifra piuttosto modesta rispetto alle previsioni della vigilia. Si parlò allora di 1milione e 300.000 persone in stato di assoluto bisogno che avrebbero potuto alleggerire il carico di spesa familiare attingendo a questa risorsa.
 
Cosa non ha funzionato? Senza dubbio le procedure farraginose ed i requisiti così stretti da diventare una forbice che ha tagliato fuori migliaia di bisognosi, ma anche la scarsità dei negozi convenzionati ed il fastidioso ritardo delle ricariche hanno influito sul parziale fallimento dell’operazione così tanto strombazzata dal ministro.  Viste le difficoltà dell’anno scorso Tremonti modifica alcuni particolari.
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 Le somme restano le stesse, 80 euro ogni bimestre, ma le carte prelevate dalle Poste saranno già cariche. Questo per evitare l’inconveniente di fare la spesa, recarsi alla cassa e scoprire che la carta è inutilizzabile, come è accaduto effettivamente l’anno scorso. Una bella umiliazione dover riporre ciò che si era acquistato per l’inadempienza di chi avrebbe dovuto provvedere a rendere immediatamente usufruibili le card! Inoltre, mentre l’anno scorso i soldi della card dovevano essere spesi entro il bimestre (dopodiché tornavano al Tesoro), questa volta i soldi caricati sulla card potranno essere spesi entro un anno dall’erogazione.
 
In aggiunta, le famiglie che utilizzano gas naturale o GPL per il riscaldamento, l’acqua calda o la cucina avranno un contributo aggiuntivo di 20 euro, offerto dall’Eni, fino ad esaurimento dei fondi erogati dalla società (200milioni)
 
Per la social card il tesoro ha a disposizione 900 milioni di euro. Ne possono beneficiare i cittadini nella fascia di bisogno assoluto, con un parametro ISEE sotto i 6200 euro e di età non superiore a 65 anni e per le famiglie con bambini inferiori a tre anni. Dove è finito l’ampliamento della platea dei beneficiari promessa ad ottobre scorso?
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La beffa della social card

I Comunisti Italiani sono presenti nel contesto regionale e provinciale con un’attenzione particolare alle problematiche sociali. L‘azione politica si concretizza, a livello regionale, nella creazione di un sistema di protezione sociale attivo che offre risposte alle fasce di vulnerabilità e fragilità sociale. L’azione provinciale è, invece, di segnalazione delle sacche di disagio sociale e di indignata denuncia quando le cose non funzionano come dovrebbero. Così è per la social card che ha disatteso le aspettative di molte famiglie, mettendo a dura prova la loro pazienza. Una speculazione giocata sulla buonafede delle persone, sul bisogno reale della gente, sulla necessità di “far tornare i conti” che diventa impellente, talmente incalzante da rendere imperdibile anche un contributo così esiguo. Continua a leggere

chiediamo di abolire l’art.29 del DL 185/08

Il decreto governativo anticrisi è già sulla Gazzetta Ufficiale (GU n. 280 del 29-11-2008  – Suppl. Ordinario n.263), nonostante sia inadeguato a soddisfare le richieste di lavoratori e pensionati e poco incisivo rispetto agli interventi finanziari e fiscali dei maggiori paesi dell’Eurozona, dell’Europa e del mondo. Ma, in Italia, si discute dell’affaire Sky come se i problemi degli italiani fossero tutti concentrati intorno all’aumento di un abbonamento televisivo! Continua a leggere

  • "Il Partito dei Comunisti Italiani è un partito politico di donne e di uomini che opera per organizzare la classe operaia, le lavoratrici, i lavoratori ed i cittadini che lottano
    per attuare ed estendere i diritti e le libertà sanciti dalla Costituzione repubblicana ed antifascista.
    Esso si riconosce nei valori della Resistenza e nelle lotte del movimento operaio e si prefigge la trasformazione socialista della società.Fa riferimento al marxismo, alla storia ed all’esperienza dei comunisti italiani,persegue il superamento del capitalismo e l’affermazione degli ideali della pace e
    del socialismo in Europa e nel mondo"

    LO STATUTO DEL PdCI

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