Diliberto:un partito si costruisce su un progetto, non sommando sigle

Un ballon d’essai “velleitario e inaccettabile”. Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, boccia senza se e senza ma la proposta di un partito unico della sinistra, dal Pd ai comunisti, avanzata giovedì da Fausto Bertinotti sulla Stampa. “Trovo scandaloso – commenta Diliberto – che Bertinotti prima del voto si augurasse esplicitamente che nessuna delle due liste della sinistra superasse la soglia. Tanto più scandaloso perché è stato segretario di un partito comunista che ha lasciato da pochi mesi. Un gesto di una rozzezza infinita, che ha davvero a che fare con il costume della politica, con la lealtà verso compagni e compagne con cui si è vissuto tanto tempo”.
 
Ma come giudichi l’esigenza di un partito della sinistra?
Quella proposta è inaccettabile e velleitaria. Un partito si costruisce su un progetto, non sommando sigle. Tanto più quando su tutte le grandi questioni si è in contrasto, dalla politica economica a quella estera. Credo che sia un ballon d’essai per dire: vedete, la sinistra non si può ricostruire ed è meglio andare nel Pd.
 
“Un partito si costruisce su un progetto e non sommando sigle”, dici. E che progetto è quello della lista Prc-Pdci?
Questa lista nasceva già come un progetto. Abbiamo un coordinamento comune. E per noi è centrale la contraddizione capitale-lavoro. Questo e non altro vuol dire la falce e martello. I simboli in politica contano. Quando i partiti che ce l’avevano l’hanno tolta hanno sempre cominciato una mutazione verso approdi non più di sinistra. Vedi il partito socialista di Craxi o la deriva Pci-Pds-Ds-Pd. Le cose che uniscono noi e Rifondazione con i socialisti di Salvi, sono infinitamente di più di quelle che ci dividono.
 
Per questo vi unirete?
Pur essendo rispettosissimo del dibattito interno di Rifondazione continuo a pensare che oggi sia indispensabile riunificare subito intanto le due forze comuniste. Non ha senso che ci siano due diversi partiti comunisti in Italia. E a partire da questa riunificazione proporremo un accordo politico a tutta la sinistra di alternativa.
 
Ma un partito comunista non di massa, d’opinione, non è un non senso, una contraddizione in termini?
I numeri sono questi. Ma in quanti paesi europei c’è una ripresa dei partiti comunisti: Francia, Grecia, Portogallo, c’è il partito ceco-moravo, quello di Cipro, il nostro 3,4% da solo vale più del 3,1 dell’Arcobaleno che abbiamo preso tutti insieme l’anno scorso. È chiaro che mi aspettavo di più dalle elezioni. Ma questa lista è un punto di partenza e menomale che l’abbiamo fatta.
 
Ma la sinistra come sentimento di opinione e di espressione di sé, quanto vale? Il vostro 3,4%? Il 6,5% delle due liste? Oppure è invece più ampia, raccoglie un italiano su tre?
È ancora larga. Esiste. Un pezzo importante dell’elettorato di sinistra ha votato Di Pietro, perché a differenza del Pd si è opposto a Berlusconi visto che noi non siamo in parlamento e siamo stati totalmente oscurati dai media. E poi c’è un pezzo non piccolo del Pd che si considera di sinistra e spesso vota in una logica di continuismo con la storia del Pci. Nelle regioni rosse si parla ancora del Pd come del partito con la P maiuscola. Infine c’è un elettorato non piccolo, almeno l’8% che ha votato le liste di sinistra. Lo spazio è obiettivamente grande. Ma bisogna rimotivare innanzitutto i nostri militanti. In tutta Italia comunisti e Rifondazione lavorano già come uno stesso partito. Sarebbe un delitto mortale disperdere tutto questo lavoro.
 
Unirsi subito col Prc. Già nell’assemblea che avete convocato a Luglio?
Se dipendesse da me ci saremmo uniti ieri. Ma evidentemente un matrimonio si fa in due. Io spero che i compagni di Rifondazione capiscano che in politica il tempo è tutto. Il mio partito è pronto e li incalzeremo nella maniera più unitaria possibile affinché si faccia quanto prima. Da soli non ce la facciamo né noi né loro.
 
Veramente anche insieme siete rimasti sotto il 4 per cento.
Ma se non riescono ad unire due partiti quasi identici come si fa a parlare di unità della sinistra? Iniziamo da noi. E certo poi l’appello è rivolto a tutti quelli di sinistra. Ma che ci vuole per unire Pdci e Prc? Serve solo la volontà politica.
 
Sulla questione del governo voi nel ’98 siete usciti da Rifondazione. Oggi quel tema è di nuovo di attualità e discrimina, ancora una volta, le varie sinistre.
Le ragioni della scissione sono alle nostre spalle. Siamo stati insieme al governo e all’opposizione. Abbiamo pagato gli stessi prezzi. L’autonomia dal Pd l’abbiamo decisa all’ultimo congresso e per noi non è in discussione.
 
Le elezioni, anche le amministrative, vi disegnano più come un partito di opinione che fondato sul lavoro.
Se guardi i più votati del Nord-Ovest, zona operaia, ci sono Margherita Hack, Vittorio Agnoletto e Haidi Giuliani. Cioè un voto d’opinione di sinistra e con minor radicamento sociale. E allora il grande problema che abbiamo di fronte è proprio questo: ricostruire la sinistra a partire dai territori e dai luoghi di lavoro. Ma per farlo, forse, smettiamo almeno di duplicare il lavoro come Pdci e Prc.

Annunci

16 giugno: sit-in dei terremotati aquilani in piazza montecitorio a Roma.

Roma, martedì 16 giugno ore 12 piazza Montecitorio

Sit-in con i Comitati dei Cittadini terremotati, sfollati e accampati saremo tutti davanti il Parlamento dove stanno decidendo il nostro futuro!

· 100% ricostruzione – non siamo terremotati di serie B!

Questo Parlamento deve garantirci la riparazione di tutti i danni, così come promesso nei proclami televisivi. Contributi che coprano il 100% dei danni effettivamente subiti non solo da tutte le case, ma anche dalle attività produttive, culturali, etc.. non un centesimo più non un centesimo di meno. Finanziamenti in tempi certi e a fondo perduto. Ora servono soldi non giochi di prestigio.

· 100% partecipazione – città e paesi li ricostruiamo noi!

La cittadinanza deve essere coinvolta in TUTTE le scelte che riguardano il presente e futuro della ricostruzione. Basta con le scelte imposte dall’alto da chi non sa nulla di noi e di cosa vogliamo!

· 100% trasparenza – ogni centesimo che passa deve essere reso pubblico!

Le spese e i finanziamenti, tutto deve essere rendicontato e reso pubblico in internet, entrate e uscite fino alla singola fattura cominciando proprio dalla gestione della Protezione Civile, da ora fino alla fine della ricostruzione. Vogliamo sapere a chi stanno andando i soldi veri perchè gli Aquilani ancora non vedono un centesimo!

· 100% dignità – fuori dalle tende!

Un piano che prevede di lasciare per mesi, al caldo dell’estate e al freddo dell’autunno (dell’inverno?) decine di migliaia di persone, più che una missione impossibile è una missione sbagliata. Bisogna subito trovare soluzioni diverse e rivedere completamente il Piano C.A.S.E. (le casette per 13-15.000 persone) che il Governo vuole tirare su senza alcun piano vero e senza avere sentito chi ci dovrà abitare.

· 100% di aquilani a L’Aquila – no allo spopolamento, tutti devono tornare!

A settembre tutti a scuola e nelle Università. Chi può ricominciare a produrre e lavorare deve essere sostenuto senza perdere altro tempo. Siamo qui e torneremo tutti qui, tra le montagne. Al mare e alle crociere penseremo poi..

· 100% riconoscenza – solidarietà ai Vigili del fuoco!

Sosteniamo con forza le richieste dei pompieri, ricordiamoci che uno di loro, il caposquadra Marco Cavagna, è morto di infarto per portarci soccorso, i vigili del fuoco sono stati gli unici veramente sempre al nostro fianco, dalla prima ora, prima osannati e presto abbandonati senza alcun riconoscimento economico per l’immenso lavoro svolto e per il rischio che corrono ancora per aiutarci.

Il sit-in e’ promosso dai comitati di cittadini nell’ambito della campagna 100%

FERRERO (PRC): NECESSARIO PROCESSO DI AGGREGAZIONE DI UN POLO DELLA SINISTRA

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc.

La Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista è stata aperta stamane da una relazione del segretario nazionale Paolo Ferrero. Due i nodi su cui si è centrata la relazione di Ferrero: da un lato la proposta di costruire una campagna di iniziativa sociale contro la crisi e i provvedimenti sociali del governo; dall’altra la proposta di dar vita – a partire dai soggetti che hanno composto la lista per le europee, il cui coordinamento si riunirà domani – ad un percorso di aggregazione di un polo della sinistra.
Ferrero ha sottolineato come la sconfitta dei partiti socialdemocratici in tutta Europa e del PD in Italia, riproponga l’urgenza di aggregare una sinistra anticapitalista in grado di avanzare una proposta credibile per determinare una uscita da sinistra dalla crisi. La crisi sociale si intreccia oggi con una crisi politica che porta ad un aumento senza precedenti dell’astensionismo: solo la costruzione di una sinistra anticapitalista in grado di prospettare una alternativa può lavorare alla soluzione di questa doppia crisi. La proposta che Rifondazione Comunista avanza è quindi rivolta a tutti coloro che ritengano necessario costruire una sinistra di alternativa in Italia come in Europa.

Fuori dalla NATO

Berlusconi è abile e questo dobbiamo riconoscerglielo. È un vero mago nell’occultare le informazioni, distorcere le notizie, sviare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze politiche.
Così capita che il governo di destra sposti i contingenti militari in Iraq, Afghanistan, Libano, Kosovo, investendo notevoli risorse economiche a sostegno dell’impegno bellico…e nessuno obietta nulla.

Nell’ultima finanziaria, per la guerra in Afghanistan, è stata prevista una spesa di 500 milioni di euro (+75% rispetto al governo Prodi); per l’impegno nei Balcani si spenderanno all’incirca 180 milioni di euro (+30%); per il nuovo personale militare negli Emirati Arabi, nel Bahrain (dove è?) e al Pentagono partono altri 20 milioni di euro; per la Guardia di Finanza italiana impegnata in Libia altri 5 milioni. È un incremento del 15% complessivo rispetto al governo Prodi che, di suo, aveva stanziato ingenti somme nell’investimento militare. Continua a leggere

EUROPEE: DILIBERTO; SUICIDA LINEA FERRERO, A RISCHIO LISTA


(ANSA) – ROMA, 26 FEB – ‘La linea esposta da Paolo Ferrero nell’intervista di oggi al Corriere della Sera, e’ sbagliata e suicida e rischia di far saltare la lista unitaria.’ Lo dice il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto.
‘Ferrero postula l’autosufficienza di Rifondazione che cosi’ si rinchiude in se stessa rifiutando sia l’unita’ della sinistra piu’ larga, sia la proposta di una lista comunista e anticapitalista sulla base della pari dignita’ fra coloro che vi potrebbero concorrere. Cosi’ non si va da nessuna parte. Non e’ sbandierando una propria identita’ minoritaria – continua il segretario dei Comunisti Italiani – peraltro largamente sotto la soglia di sbarramento, come dimostrano le elezioni abruzzesi e sarde, che si ricostruisce una autonoma forza politica comunista degna di questo nome. La proposta del Pdci e’ chiara ed e’ nota: una unica lista comunista ricca ed aperta al contributo di tutti, che potrebbe rappresentare una speranza per tutti coloro che mantengono viva una critica radicale all’attuale sistema economico e sociale. Ferrero, cosi’ – conclude Diliberto – rischia di far saltare tutto’.(ANSA).

La beffa della social card

I Comunisti Italiani sono presenti nel contesto regionale e provinciale con un’attenzione particolare alle problematiche sociali. L‘azione politica si concretizza, a livello regionale, nella creazione di un sistema di protezione sociale attivo che offre risposte alle fasce di vulnerabilità e fragilità sociale. L’azione provinciale è, invece, di segnalazione delle sacche di disagio sociale e di indignata denuncia quando le cose non funzionano come dovrebbero. Così è per la social card che ha disatteso le aspettative di molte famiglie, mettendo a dura prova la loro pazienza. Una speculazione giocata sulla buonafede delle persone, sul bisogno reale della gente, sulla necessità di “far tornare i conti” che diventa impellente, talmente incalzante da rendere imperdibile anche un contributo così esiguo. Continua a leggere

Europee, Ufficio politico: Lista unica col Prc, la linea è l’unità

Europee, Ufficio politico: Lista unica col Prc, la linea è l’unità
Oggi alle 18.43
Le pulsioni omicide del Partito Democratico nei confronti della sinistra non conoscono limiti. La linea del Pdci e’ l’unita’ dei Comunisti e una lista unica con Rifondazione alle Europee con qualsiasi legge elettorale si vada al voto. A Veltroni non e’ bastato il voto utile delle elezioni politiche. Nonostante alle Europee non si debba eleggere un Governo, ma una rappresentanza politica, in nome del superamento di una frammentarietà che e’ nei fatti in un parlamento che deve rappresentare 27 Paesi, il Pd vuole una legge con lo sbarramento per creare difficoltà alle forze di sinistra. Ad ogni buon conto la linea dei Comunisti Italiani e’ quella dell’unita’ dei Comunisti e una lista insieme a Rifondazione alle Europee, a prescindere dalla legge elettorale che Veltroni e Berlusconi si apprestano ad approvare.

E’ quanto si legge in una nota approvata dall’Ufficio politico del Pdci

  • "Il Partito dei Comunisti Italiani è un partito politico di donne e di uomini che opera per organizzare la classe operaia, le lavoratrici, i lavoratori ed i cittadini che lottano
    per attuare ed estendere i diritti e le libertà sanciti dalla Costituzione repubblicana ed antifascista.
    Esso si riconosce nei valori della Resistenza e nelle lotte del movimento operaio e si prefigge la trasformazione socialista della società.Fa riferimento al marxismo, alla storia ed all’esperienza dei comunisti italiani,persegue il superamento del capitalismo e l’affermazione degli ideali della pace e
    del socialismo in Europa e nel mondo"

    LO STATUTO DEL PdCI

  • dicembre: 2017
    L M M G V S D
    « Apr    
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
  • LA VIGNETTA DELLA SETTIMANA