Intervento consigliere PdCI Antonietta Grosso

Presidente, colleghi
oggi, in questa aula dopo l’estromissione della Giunta Marrazzo, i Comunisti Italiani annunciano il loro passaggio all’opposizione.
L’estromissione dei Comunisti Italiani dal governo della Regione, con la revoca del nostro Assessore, compagno Mario Michelangeli, a cui tutto il nostro partito manifesta la sua solidarietà, l’apprezzamento e la stima per il lavoro svolto in questi quattro anni, è un fatto gravissimo.
Nessuna motivazione di carattere politico e amministrativo è stata adottata per motivare l’esclusione, anche se non è difficile capire che quelle vere stanno nelle contraddizioni del Partito Democratico e nelle logiche di spartizione di potere che attraversano questo partito. Un partito privo di una visione strategica dello sviluppo della società alternative, ispirato al pensiero debole del programmatismo riformista, amalgama mal riuscita di forze politiche eterogenee, di diversa cultura e ispirazione sociale che è riuscito in poco tempo, attraverso l’inganno del voto utile, a perdere il Governo Nazionale, Roma, l’Abruzzo e in ultimo la Sardegna, cancellando la rappresentanza istituzionale del lavoro e dei ceti popolari spazzando via le forze politiche ispirate ai valori della sinistra, del socialismo, del comunismo e in ultimo il depotenziamento della CGIL a difesa dei lavoratori.
E crediamo che si sia sulla buona strada per consegnare anche il Lazio alla destra, perché le logiche di potere portate avanti con prepotenza e arroganza, saranno severamente punite dai cittadini che non ne possono più di queste pratiche oligarchiche e da caste politiche che non tiene conto dei veri problemi della società che la crisi economica sta devastando.
Pratiche spartitorie per accontentare pezzi di correnti interne abituate al vecchio concetto di potere democristiano, che offendono anche le istituzioni, perché la nomina ad assessore di un presidente di Provincia in carica, è uno schiaffo al buon senso, al ruolo e al rispetto che si devono alle istituzioni.
Pratiche spartitorie a cui si è acconciata anche l’Italia dei Valori, partito che si riempie la bocca di etica, trasparenza e legalità, ma che non esita ad esercitare il ricatti politico di uscire dalla maggioranza pur di avere il posto in Giunta, richieste legittime, ma non legittimate dal voto popolare delle regionali del 2005, che vide l’IdV appena sopra i 20.000 voti rispetto ai 62.000 del PdCI.
Quei 62.000 elettori sono stati traditi dalla scelta fatta da Piero Marrazzo nell’estrometterci dal governo della Regione, elettori che avevano creduto in lui e lo avevano sostenuto con fiducia e speranza. Così come con lealtà e senso di responsabilità, avevamo fatto i rappresentanti in Consiglio e in Giunta, di quei 62.000 elettori, che hanno cercato in questi quattro anni di portare avanti le istanze della parte più debole della società.
Presidente Marrazzo, la tua scelta ha decretato la fine del centrosinistra anche nel Lazio, così come lo abbiamo costruito in questi anni, sulla scia del gruppo dirigente veltroniano.
Anche se tutti nel PD non pensano allo stesso modo come dimostra la battaglia aperta contro Morassut dagli amici Mancini e Di Stefano, a cui esprimiamo la nostra solidarietà.
A questo proposito, chiamiamo in causa le forze che compongono l’attuale maggioranza, in particolare quelle di sinistra che hanno subito in modo silente e subalterno le scelte del PD e di Marrazzo, senza nessun confronto politico e senza nemmeno provare, a fronte dell’esclusione di una componente della maggioranza, a chiederne conto. Il tutto pur di restare a gestire un potere che sempre di più si distanzia dai cittadini, a partire dalla gestione della sanità e del piano di rientro, l’odiosa reintroduzione da parte del commissario Marrazzo dei ticket ai cittadini del Lazio, sempre più gravati dalla crisi economica che mette pesantemente in discussione la stessa occupazione.
Presidente Marrazzo, non volevamo dirlo nemmeno a noi stessi, ma ancora una volta, perché di esempi ce ne sono tanti e tanti ne citeremo nella nostra battaglia di opposizione, è stato forte con i deboli, in questo caso il PdCI commettendo un grosso errore di valutazione, e debole con i forti, in questo caso i poteri forti che a livello politico economico, condizionano pesantemente il governo di questa Regione.
Sia ben chiaro Presidente, che per quanto piccoli i Comunisti, che oggi non sono più presenti nella sua Giunta visto che anche RC non è rappresentata, hanno una storia che ne ha rese solide le spalle, hanno capacità di resistenza, l’orgoglio e la dignità politica per stare a testa alta e non arrendersi a nessuna avversità.
Per questo il Comitato Regionale del Lazio con il sostegno della Direzione Nazionale ha determinato l’immediato passaggio all’opposizione alla sua Giunta, che ha tradito il mandato programmatico elettorale; ritenendo decisivo aprire una battaglia per un cambio di rotta nelle politiche della Regione e in particolare sulla Sanità; a partire dalla richiesta di abolizione immediata dei ticket sanitari, sulla chiusura pubblica del ciclo dei rifiuti, sulla difesa pubblica dei beni comuni a partire dall’acqua, sulla politica abitativa, contro il precariato e più in generale per la tutela dei lavoratori di fronte alla crisi economica.
Su questo terreno lanciamo un appello ai compagni del PRC ad aprire un’interlocuzione serrata sulle battaglie per l’oggi e per gettare le basi al fine di costruire le condizioni per una discontinuità dalla gestione Marrazzo, per avviare fin da ora un rapporto e con tutti coloro che si definiscono comunisti, per costruire un percorso unitario e condiviso per le battaglie politiche e sociali al’ordine del giorno.
Cosi come invitiamo tutti i compagni/e, anche dove si governa con il centrosinistra, non solo a resistere, ma ad esprimere e far sentire la propria indignazione e le proprie valutazioni politiche nei confronti del PD, senza che la presenza nelle giunte o nelle maggioranze rappresenti un freno all’azione politica e alla volontà di portare fino in fondo, anche in caso di rottura, le nostre posizioni politiche con l’obiettivo di sconfiggere, provando a modificare i rapporti di forza, il gruppo dirigente del PD, al fine, dopo il loro disastroso risultato della Sardegna e ancor più dopo quello che verrà alle Europee, di riaprire un discorso con quanti vogliono ricostruire un percorso di unità delle forze democratiche anti-fasciste promovendo iniziative per rilanciare l’attività dei Comunisti Italiani e il loro ruolo e presenza nella società, che dal risultato positivo del PdCI alle elezioni in Sardegna ha trovato e trova nuovo impulso.
Presidente Marrazzo, la richiesta delle sue dimissioni, sono all’ordine del giorno e sono nell’ordine delle cose. Restituisca ai cittadini del Lazio il diritto, se vogliono di sceglierla di nuovo, perché oggi lei non ha più dalla sua parte 62.000 elettori comunisti che hanno contribuito ad eleggerla.

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