Un anno da comunisti

Siamo fuori dal Parlamento, i media ci oscurano, il premier ci demonizza, l’opposizione ci contatta solo quando ha bisogno di voti. Siamo tanti nelle manifestazioni, pochi al seggio elettorale…entusiasti, poi avviliti e frustrati nelle nostre aspettative, con una forza inesauribile che è quella delle tante, troppe, ripartenze. In questa nota un anno da comunisti. Un percorso lungo e lento, difficile e pieno di amarezze, ma anche di presenza ostinata, di denunce implacabili, di azioni di lotta, di opposizione concreta, di attenzione ai problemi del Paese, sempre in prima linea anche quando questo significa combattere in trincea e con le armi spuntate. . Questo è essere comunisti!

15 gennaio 2009 . Nonostante alle Europee si debba eleggere solo una rappresentanza politica, il Pd vuole una legge con lo sbarramento per creare difficoltà alle forze di sinistra.

17 gennaio 2009 . Tutti in piazza a manifestare la solidarietà al popolo palestinese. “Siamo tutti palestinesi. La voce di questa manifestazione deve arrivare senza equivoci a chi vive e resiste sotto le bombe: noi sappiamo distinguere fra vittime e carnefici”.

 21 gennaio 2009 . In occasione dell’ottantottesimo anniversario della nascita del PCI Diliberto lancia la proposta della riunificazione dei comunisti. L’ipotesi è caldeggiata dalla base, ma il cammino verso una eventuale realizzazione del progetto sarà lungo e snervante. L’annuncio della soglia di sbarramento al 4% sembra aiutare il processo di fusione dei due partiti comunisti. “Accettiamo la sfida: i comunisti insieme non hanno paura di nessuna soglia di sbarramento. Supereremo di gran lunga il 4%. Lavoriamo da subito a creare una unica lista comunista, dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista”. Mai previsione fu più nefasta!

6 febbraio 2009 . Presidio davanti a Palazzo Chigi a Roma e manifestazioni sotto le prefetture di tutta Italia per protestare contro l’approvazione del decreto sul caso di Eluana Englaro e contro il tentativo di colpo di Stato del premier Berlusconi.

12 febbraio 2009 . Elezioni europee alle porte. “Valutiamo positivamente la decisione di Rifondazione Comunista di aprire un percorso per la formazione alle elezioni europee di una lista unica comunista e anticapitalista. Tale percorso dovrà avvenire senza alcuna tentazione egemonica da parte di alcuno verso altri, su un piano di pari dignità politica “.

13 febbraio 2009 . I Comunisti Italiani con Fiom e Funzione pubblica contro un governo incapace di affrontare la crisi

5 marzo 2009 . Comunisti in piazza con i pensionati. Un governo incapace nega loro diritti essenziali.

 6 marzo 2009 . I risultati delle elezioni in Abruzzo e Sardegna fanno ben sperare il popolo rosso. “Insieme le due liste comuniste superano di gran lunga il quattro per cento e il risultato dell’Arcobaleno alle politiche. Di buon auspicio per chi come noi del Pdci crede fortemente in una lista insieme a Rifondazione Comunista alle prossime elezione Europee”.

28 marzo 2009 . Presentato il simbolo con il quale Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, Socialismo 2000 e Consumatori si presenteranno uniti alle elezioni Europee.

1 aprile 2009 . “I Comunisti Italiani aderiscono alla giornata europea contro la Nato e le sue politiche, lanciata nel corso del Forum sociale europeo di Malmoe”.

28 aprile 2009 . Viene presentata la Lista comunista e anticapitalista, che raccoglie il sostegno di Pdci, Prc, Socialismo 2000 di Cesare Salvi, Consumatori uniti, Sarà l’unica sulle schede elettorali delle europee con la falce e martello.

1 maggio 2009 . In piazza per aiutare tutto il mondo del lavoro a riprendere in mano il suo destino.  “Falce e martello, non sono il simbolo astratto di una ideologia, ma sono il simbolo concreto del lavoro. Oltre a essere il simbolo del nostro partito”.

22 maggio 2009 . Pietro Ingrao primo firmatario dell’appello “Se sei di sinistra, dillo forte”  chiede un voto per la lista comunista e anticapitalista formata da Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori uniti per le elezioni europee.

27 maggio 2009 . Per tre giorni la lista comunista lancia il suo appello al voto nella Home Page di You Tube. Lo spot, che contiene gli interventi di Cesare Salvi, Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero, ha come base musicale la canzone “La testa su” messa a disposizione gratuitamente dal gruppo Whaite Widow.

29 maggio 2009 . Siamo in campagna elettorale e, in molte province, inizia l’avventura dei comunisti uniti sotto lo stesso simbolo. “Lo scorso anno  i nostri elettori non apprezzarono l’Arcobaleno, un cartello che univa quattro partiti e nato solo per le elezioni. Quell’operazione non fu credibile, mentre oggi che siamo tornati al nostro simbolo e all’alleanza con Rifondazione, con cui eravamo insieme fino a pochi anni fa, le cose sono diverse e questo ricongiungimento familiare a sinistra convince molto”.

 3 giugno 2009 . Alla vigilia delle elezioni europee l’ottimismo è alle stelle. Subito dopo le elezioni – afferma Oliviero Diliberto segretario del PdCI – deve immediatamente iniziare, il piu’ rapidamente possibile, il processo per la formazione di un partito con il simbolo della falce e martello cui possano aderire i comunisti e tutti coloro che si riconoscono nei simboli del lavoro.

 10 giugno 2009 . Si costituisce il Coordinamento della lista anticapitalista e comunista formato da Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi. “Nella riunione si è deciso di rendere stabile il coordinamento, confermando la volontà di proseguire il lavoro comune che ha dato vita alla lista; l`obiettivo è la costruzione di un polo politico dei comunisti e della sinistra, rivolto a tutte le culture critiche, autonomo dal Partito Democratico, che abbia al centro l`estensione dei diritti dei lavoratori, la tutela dell`ambiente, la pace, la democrazia e quindi l`opposizione intransigente alle politiche del governo Berlusconi e della Confindustria“..

 17 settembre 2009 . Sit-in davanti a Montecitorio delle forze che si riconoscono nella Federazione della sinistra d’alternativa  per protestare “contro la presenza italiana nella guerra in Afghanistan e per il ritiro immediato delle nostre truppe da quel teatro di guerra”.

 2 ottobre 2009 . Presidio/sit-in della Federazione della Sinistra  contro la conversione in legge dello scudo fiscale. “Il provvedimento dello Scudo Fiscale … è un provvedimento indegno di un Paese civile perché favorisce non solo gli evasori fiscali ma permette un vero e proprio riciclaggio di Stato per i guadagni illeciti a favore delle cosche mafiose”.

3 ottobre 2009 . “I comunisti sono con i precari della scuola per difendere il loro lavoro e manifestano per la libertà di stampa. La destra di governo sta colpendo mortalmente tali diritti con tagli senza precedenti alla scuola, che priveranno di un’istruzione qualificata la maggioranza dei giovani, e con un attacco alla libertà di informazione che richiama il ventennio fascista”.

 5 ottobre 2009 . Dopo la Germania e il Portogallo anche le elezioni in Grecia registrano l’affermazione dei Comunisti e della sinistra. È un segnale incoraggiante che fa ben sperare per il progetto italiano. “Oggi più di ieri dico ai compagni di Rifondazione: mettiamoci più coraggio e sbrighiamoci a rimetterci insieme e i buoni risultati arriveranno anche in Italia dove c’è bisogno di una grande forza comunista e di sinistra”.

9 ottobre 2009 . L’Unione degli Studenti lancia un appello alla mobilitazione generale agli studenti e le studentesse. I Comunisti ci sono!

 10 ottobre 2009 . Presenza del Partito dei Comunisti Italiani alla manifestazione nazionale UGUALI. “L’omofobia  e la transfobia devono essere combattute a viso aperto e, accanto ad una campagna nell’opinione pubblica, serve una legge che colpisca duramente ogni atto di discriminazione, di violenza, di emarginazione che colpisca un cittadino o una cittadina a causa della propria identità sessuale”.

17 ottobre 2009 . Il PdCI-FDS aderisce alla manifestazione nazionale contro il razzismo ed il pacchetto sicurezza

30 ottobre 2009 . Incontro tra Bersani e la delegazione della Federazione di Sinistra, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi. Importante la ripresa del dialogo, ma precisa il segretario PD  “ Abbiamo prospettive diverse per quanto riguarda le alleanze di governo. Ci sono cose che ci distinguono ma pensiamo sia necessario ed interesse delle nostre forze politiche continuare ad avere rapporti e contatti su temi come le riforme e la legge elettorale”.

 20 novembre 2009 . Da Facebook l’appello all’unità dei comunisti dei giovani di FGCI e GC. “La nostra richiesta è quella di unificare le due giovanili in una unica organizzazione, il più autonoma possibile dai due partiti! I giovani vi chiedono di lasciarli liberi di darvi il buon esempio gridando la parola più comunista che conoscono: “unitevi!”.

28 novembre 2009 . La Direzione Nazionale del Pdci  approva all’unanimità, con due astensioni, l’adesione alla Federazione della Sinistra, frutto dell’unione di Rifondazione Comunista di Paolo Ferrero, Partito dei Comunisti Italiani di Oliviero Diliberto, Socialismo 2000 di Cesare Salvi e Lavoro-Solidarietà di Giampaolo Patta

 5 dicembre 2009 . Parte la Federazione della Sinistra, promossa da Prc, PdCI, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà. “La Federazione della Sinistra è la sintesi politica di un percorso che viene da lontano e che la caduta del governo Prodi e le cocenti sconfitte elettorali delle politiche del 2008 e delle Europee del maggio scorso hanno accelerato. È una “scommessa” politica che vale la pena vivere e sui cui vale la pena contare, dal momento che senza una vera sinistra e senza i comunisti non c’è prospettiva alcuna di progresso per i lavoratori e i ceti sociali più deboli”.

Con l’augurio che il 2010 sia l’anno della vera Rinascita per i Comunisti!

Nasce la Federazione della Sinistra Alternativa…legittimo qualche dubbio?

Saprà essere la nuova Federazione della Sinistra Alternativa “una tappa verso un partito unitario della sinistra“, come ha auspicato Diliberto o resterà “un evento contingente” che non riuscirà ad evolvere in un progetto di più ampio respiro e spessore politico? Saprà il nuovo soggetto politico avere una sua connotazione specifica, scevro da sudditanze o inseguimenti strategici, puntando a “conquistare una sua propria autonomia e ad essere una vera alternativa” come ha precisato Ferrero o non saprà sfuggire alla tentazione di essere solo “la sinistra del PD” ? Saprà “radicarsi nel tessuto sociale e dare risposte concrete alla crisi economica” come ha sottolineato Salvi o la Federazione resterà un contenitore incapace di coniugare le diverse identità tanto da non essere riconoscibile se non come l’ennesimo, fluttuante spezzone di sinistra alla deriva?

C’è da chiederselo perché ad ogni buona intenzione deve necessariamente seguire un’azione che la concretizzi. Purtroppo di delusioni ne abbiamo già subite tante e diventa sempre più difficile metabolizzarle, facendosene una ragione. Prima delle elezioni europee eravamo tutti orientati verso un progetto unitario, voluto e auspicato dalla base e finalmente promesso dai leader della sinistra. Ci siamo sentiti ripetere – e lo abbiamo voluto credere – che le difficoltà, le incomprensioni, le divergenze che ostacolavano addirittura il formarsi di liste unitarie con il simbolo unico, costituivano il necessario tributo da pagare per superare la reticenza iniziale. Abbiamo lavorato in quella direzione, non fermandoci neanche quando il conflitto, inevitabile, si accendeva in modo da paventare una repentina chiusura dei rapporti. Abbiamo discusso e litigato, avviato confronti e percorso le strade del compromesso pur di dare piedi e gambe al progetto nascente…che il cuore e la passione non sono mai mancati, ma non sono sufficienti a far decollare nulla senza la concretezza dei fatti.

Ora ci viene presentata una Federazione ed è giocoforza  sentirla e viverla come un rallentamento. C’era una buona spinta propulsiva prima delle elezioni. Perché, allora, non sfruttarla compiendo l’atto formale della riunificazione vera e reale del partito comunista? Questo attendismo, il volersi dare tempo non sta molto nelle mie corde. Credo sia lo stesso per molti altri comunisti.

C’è da chiedersi…una Federazione che ha tante contraddizioni interne irrisolte come può pensare di diventare “l’alternativa“, come pensa di “radicarsi nel territorio“, come può evolvere in un “progetto unitario“? Se fossimo confluiti in un unico grande partito avremmo dovuto necessariamente trovare i modi per poter convivere, orientando gli sforzi verso obiettivi comuni. L’ipotesi della federazione, invece, non obbliga nessuno al confronto serrato e al superamento delle divergenze, ma limita i rapporti ad occasionali scambi di vedute in vista di battaglie sociali e politiche condivise. Occasionale sì…è questo che ci mette paura, il restare chiusi nel recinto della propria appartenenza, per aprirsi al confronto solo in determinate occasioni. 

Non è la logica sottesa alla nascita della Federazione, ma è quello che succede sul campo quando ognuno si trincera gelosamente dietro al proprio simbolo e non concede aperture se non quelle dovute! Diciamocele queste cose, per onestà intellettuale e per amor di verità. Lo dobbiamo a noi stessi. Belle le parole declamate da un palco, un fervore che rincuora e riaccende la speranza e la fede politica, ma poi dobbiamo fare i conti con la realtà…e quella è dura da gestire e digerire!

Non vogliamo, tuttavia, essere disfattista. Se questa è la nuova strada da seguire faremo il possibile affinché diventi il percorso attraverso il quale avvicinarci gli uni agli altri, concretizzando quel progetto di unità che inseguiamo da tempo. E’ necessario perché, mai come ora, il Paese ha bisogno di una sinistra forte e combattiva, che sappia contrastare lo scempio sociale, politico ed economico della destra. Ecco perché avremmo voluto una decisionalità più convinta…il fairplay lasciamolo al PD. Una sinistra vera, che voglia dirsi tale, deve essere mordente, incisiva, implacabile nella denuncia…concreta e tempestiva nelle risposte. E’ chiedere troppo?

Nasce Sinistra Popolare…non ci dormivamo la notte!

La moltiplicazione della falce e martello: Rizzo come Gesù! Sentendosi investito da sacro ardore, l’ex PdCI fonda un suo partito comunista. Chi non ne sentiva il bisogno? ☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭☭

Da un’idea di Rizzo nasce Comunisti- Sinistra Popolare, l’ennesimo partito satellite di sinistra che si accontenta di un modesto 0,1% pur di esistere. Il motivo per cui Rizzo non fa più parte del PdCI è stranoto. Da tempo l’ex comunista italiano scalpitava per avere il suo bel posticino al sole, tuonando contro il segretario Diliberto, ma nonostante facesse di tutto per mettersi in evidenza, i suoi interventi erano accolti da mormorii di disapprovazione ed evidenti segni di insofferenza della platea delle assisi nazionali. A dire il vero, si è sentito anche qualche fischio isolato, a sottolineare che proprio non se ne poteva più! Non che le critiche non siano bene accette, ma quando l’intento è quello di distruggere piuttosto che costruire, c’è qualcosa che proprio non va.

E che i conti, alla fine, non siano tornati è più che evidente. L’accusa di avere sostenuto il candidato dell’IDV nelle passate elezioni europee non è di quelle che possano essere sottaciute e Rizzo sapeva di incorrere in qualche sanzione facendolo. Riteniamo che abbia voluto uscire dal partito in modo teatrale, atteggiandosi a vittima di un sistema in cui egli non si riconosceva più (o che non gli concedeva lo spazio che lui avrebbe desiderato). Non abbiamo gradito il suo colpo di coda finale. L’attacco al segretario Diliberto era quanto di più pretestuoso potesse escogitare. Ignobile e di basso profilo politico!

Ora, la nascita di un nuovo partito che si fregia dell’ennesimo falce e martello. C’è da chiedersi quante volte questo simbolo si replicherà ancora. Ci interroghiamo stancamente su questo, guardando con tristezza alla deriva della sinistra. Tutti questi frammenti fluttuanti, queste schegge impazzite ci disorientano. Possibile che a sinistra non si sia capaci di coniugare l’azione di unirsi con un progetto solido e concreto? Cosa c’è alla base delle continue disgregazioni e delle repentine divisioni? 

Abbiamo  idea che ci sia una voglia di protagonismo devastante in Italia…anche a sinistra. Vendola docet! Prolifera la voglia di visibilità e si sgomita pur di avere i riflettori puntati addosso. Ma il carisma del leader ce l’hanno davvero in pochi e questa è un’amara realtà che certi politici non hanno ancora compreso. Non basta un esiguo drappello di sostenitori per essere tali. Ci vuole capacità comunicativa, spessore politico, credibilità, chiarezza e trasparenza di intenti, onestà intellettuale. Eh sì, a voler considerare tutte queste caratteristiche nel loro insieme, la rosa dei nomi si restringe notevolmente…e Rizzo, ci dispiace per lui, ne è totalmente fuori!

Tornando a sinistra popolare: l’intento dichiarato è quello di formare una lobby morale sui comportamenti e sulle azioni di lotta per riconquistare la fiducia della gente. Che diavolo significa? Ci rimuginiamo da ore, ma non riusciamo a capire il senso di una simile affermazione. Qualcuno dice a Rizzo che se vuole proporsi come il nuovo che avanza (Vendola2 – la vendetta!) smetta con il vezzo (o il vizio?) di usare il politichese? Corre il rischio che la gente di cui vuole guadagnare e/0 carpire la fiducia non lo capisca proprio 😀

Rizzo espulso dal partito

Partito dei Comunisti Italiani
Commissione Nazionale di Garanzia
alla cortese attenzione di:
Marco Rizzo
e per conoscenza:
Oliviero Diliberto (Segretario del Partito)
Antonino Cuffaro (Presidente del Partito)
Orazio Licandro (Responsabile Nazionale dell’Organizzazione)
Decisione CNG n. 14 del 23.06.2009
La Commissione Nazionale di Garanzia, riunitasi in data odierna in seduta straordinaria per via telematica e telefonica, presenti il Presidente Silvio Crapolicchio, il Vice-Presidente Vicario Vincenzo Calò ed i membri Angelo Jacazzi e Loredana Visciglia, ha preso visione del ricorso a firma Vincenzo Chieppa (Segretario reg. Piemonte), Mao Calliano (Segr. Fed. di Torino) ed altri, in relazione ai comportamenti tenuti nella recente campagna elettorale da Marco Rizzo.
La Commissione Nazionale di Garanzia, ha sentito Rizzo ed i compagni Chieppa e Calliano, ed ha preso visione dell’ampia documentazione inerente i comportamenti denunciati, da cui si evince che Marco Rizzo non solo si è astenuto dallo svolgere la campagna elettorale per le  Elezioni Europee a sostegno della lista Comunista (di cui il PdCI faceva parte con Rifondazione Comunista e Socialismo 2000), ma ha finanche dato indirizzo di voto diverso da come deciso negli organismi dirigenti del Partito; nella maggiorparte dei casi invitando a votare candidati di altre liste concorrenti a quella unitaria dei Comunisti (Italia dei Valori in primis, ed anche Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra e Libertà), in particolare sostenendo Gianni Vattimo (candidato nelle liste dell’Italia dei Valori), ed in certi casi dando indicazione di voto contro il nostro Segretario nazionale. A tale proposito, si richiama la documentazione inviata dal Segretario della Federazione di Torino, confermata dal Segretario regionale del Piemonte.
La Commissione Nazionale di Garanzia ha preso visione, altresì, di ulteriori elementi documentali, dai quali emerge in maniera inequivoca come negli ultimi anni di vita del nostro Partito, in modo continuativo Marco Rizzo abbia perseguito obiettivi strategici diversi da quelli decisi ed approvati negli organismi del PdCI, di cui esso stesso faceva parte, comportamenti che esulavano dal libero dibattito e dal confronto politico tra compagni, ma erano protesi al frazionismo interno, quindi alla costituzione di correnti o altri gruppi organizzati. Questo in violazione dell’articolo 9 dello Statuto che regola la vita interna e la democrazia di Partito secondo il principio del centralismo democratico.
Marco Rizzo ha pure fatto ricorso indiscriminato ai mezzi d’informazione come strumento per manifestare all’esterno posizioni di dissenso che non trovavano consenso nella stragrande maggioranza del corpo del partito e negli organismi dirigenti interni deputati a decidere. Questo in violazione del comma II dello stesso art. 9 dello Statuto vigente. Tale prassi, non propria di un Partito Comunista, dimostra il disagio di Rizzo al rispetto delle regole statutarie, con modalità contrarie alla normale buona diligenza ed alla Direzione Nazionale.
Piazza Augusto Imperatore, 32 – 00186 Roma Tel. 06.686271 – Fax 06. 68627243
Partito dei Comunisti Italiani
Commissione Nazionale di Garanzia
rappresentatività nella storia, dei Comunisti Italiani.
La Commissione Nazionale di Garanzia ha tollerato per lungo tempo i comportamenti anitistatutari di Rizzo, certa della possibilità di recupero delle divergenze in una dinamica tutta politica ed ha altresì esperito ogni tentativo possibile di risoluzione delle controversie prima di addivenire ad una soluzione disciplinare anche in occasione dell’ultima audizione di Rizzo. Ciò stante il I coma dell’art. 26 dello Statuto. Tentativi resi vani dall’ultima azione di
dissenso verso il Partito, perpetrata sempre a mezzo stampa da Rizzo (sul Corriere della Sera odierno), con vessatori attacchi al Segretario Diliberto. Per queste ragioni la Commissione Nazionale di Garanzia ritiene definitivamente venuto meno il rapporto di fiducia tra il PdCI e Marco Rizzo.
Pertanto:
– Vista l’ampia documentazione allegata;
– Vista la violazione dei principi statutari del PdCI, su tutti quello del Centralismo Democratico di cui all’articolo 9 e specificatamente ultimo capoverso del comma II, a cui un iscritto inderogabilmente deve attenersi;
– Visti gli inutili tentativi di risolvere in ambito politico la questione in essere, non per ultimo quello esperito in sede di audizione davanti a questa Commissione Nazionale di Garanzia;
Visto altresì il danno di proiezione esterna che in periodo di campagna elettorale questi fatti hanno generato e generano al Partito;
– Considerato che, alla luce di tutte le suesposte ragioni, il rapporto fiduciario tra il compagno Marco Rizzo ed il PdCI si è irrimediabilmente incrinato;
sentiti gli organismi direttivi del Partito;
visto il vigente Statuto del Partito;
tutto ciò visto e considerato,
P.Q.M.
delibera all’unanimità dei presenti l’espulsione dal Partito di Marco Rizzo stante l’art. 26 comma II punto e) dello Statuto.
Per la Commissione Nazionale di Garanzia
Il Presidente
Silvio Crapolicchio
Direzione Nazionale
Piazza Augusto Imperatore, 32 – 00186 Roma Tel. 06.686271 – Fax 06. 68627243

FERRERO, PRC: SINISTRA, SPIACE PER NENCINI MA NECESSITA’ DI COSTRUIRLA E’ INDEROGABILE

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se. FERRERO, PRC: SINISTRA, SPIACE PER NENCINI MA NECESSITA’ DI COSTRUIRLA E’ INDEROGABILE Non posso che ritenere molto negativo il fatto che il socialista Nencini, a nome dell’intero cartello di Sinistra e Libertà, si dichiari indisponibile a un confronto sui contenuti per costruire una larga, seria e forte sinistra d’alternativa nel nostro Paese. Al contrario di Nencini, noi di Rifondazione pensiamo che la costruzione di una sinistra d’alternativa sia una necessità inderogabile, per il futuro della sinistra e dell’intero Paese. La capacità di costruzione di una sinistra in grado di opporsi alle politiche liberiste del governo sul piano economico e a quelle oscurantiste delle destre e del Vaticano sul piano dei diritti dovrebbe infatti rappresentare la massima priorità per qualsiasi sinistra degna di questo nome, in Italia. — Ufficio stampa Prc-SE

Diliberto:un partito si costruisce su un progetto, non sommando sigle

Un ballon d’essai “velleitario e inaccettabile”. Oliviero Diliberto, segretario del Pdci, boccia senza se e senza ma la proposta di un partito unico della sinistra, dal Pd ai comunisti, avanzata giovedì da Fausto Bertinotti sulla Stampa. “Trovo scandaloso – commenta Diliberto – che Bertinotti prima del voto si augurasse esplicitamente che nessuna delle due liste della sinistra superasse la soglia. Tanto più scandaloso perché è stato segretario di un partito comunista che ha lasciato da pochi mesi. Un gesto di una rozzezza infinita, che ha davvero a che fare con il costume della politica, con la lealtà verso compagni e compagne con cui si è vissuto tanto tempo”.
 
Ma come giudichi l’esigenza di un partito della sinistra?
Quella proposta è inaccettabile e velleitaria. Un partito si costruisce su un progetto, non sommando sigle. Tanto più quando su tutte le grandi questioni si è in contrasto, dalla politica economica a quella estera. Credo che sia un ballon d’essai per dire: vedete, la sinistra non si può ricostruire ed è meglio andare nel Pd.
 
“Un partito si costruisce su un progetto e non sommando sigle”, dici. E che progetto è quello della lista Prc-Pdci?
Questa lista nasceva già come un progetto. Abbiamo un coordinamento comune. E per noi è centrale la contraddizione capitale-lavoro. Questo e non altro vuol dire la falce e martello. I simboli in politica contano. Quando i partiti che ce l’avevano l’hanno tolta hanno sempre cominciato una mutazione verso approdi non più di sinistra. Vedi il partito socialista di Craxi o la deriva Pci-Pds-Ds-Pd. Le cose che uniscono noi e Rifondazione con i socialisti di Salvi, sono infinitamente di più di quelle che ci dividono.
 
Per questo vi unirete?
Pur essendo rispettosissimo del dibattito interno di Rifondazione continuo a pensare che oggi sia indispensabile riunificare subito intanto le due forze comuniste. Non ha senso che ci siano due diversi partiti comunisti in Italia. E a partire da questa riunificazione proporremo un accordo politico a tutta la sinistra di alternativa.
 
Ma un partito comunista non di massa, d’opinione, non è un non senso, una contraddizione in termini?
I numeri sono questi. Ma in quanti paesi europei c’è una ripresa dei partiti comunisti: Francia, Grecia, Portogallo, c’è il partito ceco-moravo, quello di Cipro, il nostro 3,4% da solo vale più del 3,1 dell’Arcobaleno che abbiamo preso tutti insieme l’anno scorso. È chiaro che mi aspettavo di più dalle elezioni. Ma questa lista è un punto di partenza e menomale che l’abbiamo fatta.
 
Ma la sinistra come sentimento di opinione e di espressione di sé, quanto vale? Il vostro 3,4%? Il 6,5% delle due liste? Oppure è invece più ampia, raccoglie un italiano su tre?
È ancora larga. Esiste. Un pezzo importante dell’elettorato di sinistra ha votato Di Pietro, perché a differenza del Pd si è opposto a Berlusconi visto che noi non siamo in parlamento e siamo stati totalmente oscurati dai media. E poi c’è un pezzo non piccolo del Pd che si considera di sinistra e spesso vota in una logica di continuismo con la storia del Pci. Nelle regioni rosse si parla ancora del Pd come del partito con la P maiuscola. Infine c’è un elettorato non piccolo, almeno l’8% che ha votato le liste di sinistra. Lo spazio è obiettivamente grande. Ma bisogna rimotivare innanzitutto i nostri militanti. In tutta Italia comunisti e Rifondazione lavorano già come uno stesso partito. Sarebbe un delitto mortale disperdere tutto questo lavoro.
 
Unirsi subito col Prc. Già nell’assemblea che avete convocato a Luglio?
Se dipendesse da me ci saremmo uniti ieri. Ma evidentemente un matrimonio si fa in due. Io spero che i compagni di Rifondazione capiscano che in politica il tempo è tutto. Il mio partito è pronto e li incalzeremo nella maniera più unitaria possibile affinché si faccia quanto prima. Da soli non ce la facciamo né noi né loro.
 
Veramente anche insieme siete rimasti sotto il 4 per cento.
Ma se non riescono ad unire due partiti quasi identici come si fa a parlare di unità della sinistra? Iniziamo da noi. E certo poi l’appello è rivolto a tutti quelli di sinistra. Ma che ci vuole per unire Pdci e Prc? Serve solo la volontà politica.
 
Sulla questione del governo voi nel ’98 siete usciti da Rifondazione. Oggi quel tema è di nuovo di attualità e discrimina, ancora una volta, le varie sinistre.
Le ragioni della scissione sono alle nostre spalle. Siamo stati insieme al governo e all’opposizione. Abbiamo pagato gli stessi prezzi. L’autonomia dal Pd l’abbiamo decisa all’ultimo congresso e per noi non è in discussione.
 
Le elezioni, anche le amministrative, vi disegnano più come un partito di opinione che fondato sul lavoro.
Se guardi i più votati del Nord-Ovest, zona operaia, ci sono Margherita Hack, Vittorio Agnoletto e Haidi Giuliani. Cioè un voto d’opinione di sinistra e con minor radicamento sociale. E allora il grande problema che abbiamo di fronte è proprio questo: ricostruire la sinistra a partire dai territori e dai luoghi di lavoro. Ma per farlo, forse, smettiamo almeno di duplicare il lavoro come Pdci e Prc.

FERRERO (PRC): NECESSARIO PROCESSO DI AGGREGAZIONE DI UN POLO DELLA SINISTRA

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc.

La Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista è stata aperta stamane da una relazione del segretario nazionale Paolo Ferrero. Due i nodi su cui si è centrata la relazione di Ferrero: da un lato la proposta di costruire una campagna di iniziativa sociale contro la crisi e i provvedimenti sociali del governo; dall’altra la proposta di dar vita – a partire dai soggetti che hanno composto la lista per le europee, il cui coordinamento si riunirà domani – ad un percorso di aggregazione di un polo della sinistra.
Ferrero ha sottolineato come la sconfitta dei partiti socialdemocratici in tutta Europa e del PD in Italia, riproponga l’urgenza di aggregare una sinistra anticapitalista in grado di avanzare una proposta credibile per determinare una uscita da sinistra dalla crisi. La crisi sociale si intreccia oggi con una crisi politica che porta ad un aumento senza precedenti dell’astensionismo: solo la costruzione di una sinistra anticapitalista in grado di prospettare una alternativa può lavorare alla soluzione di questa doppia crisi. La proposta che Rifondazione Comunista avanza è quindi rivolta a tutti coloro che ritengano necessario costruire una sinistra di alternativa in Italia come in Europa.

  • "Il Partito dei Comunisti Italiani è un partito politico di donne e di uomini che opera per organizzare la classe operaia, le lavoratrici, i lavoratori ed i cittadini che lottano
    per attuare ed estendere i diritti e le libertà sanciti dalla Costituzione repubblicana ed antifascista.
    Esso si riconosce nei valori della Resistenza e nelle lotte del movimento operaio e si prefigge la trasformazione socialista della società.Fa riferimento al marxismo, alla storia ed all’esperienza dei comunisti italiani,persegue il superamento del capitalismo e l’affermazione degli ideali della pace e
    del socialismo in Europa e nel mondo"

    LO STATUTO DEL PdCI

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