La crisi occupazionale

In Italia, ci sono 2.039.000 disoccupati: 386mila posti di lavoro persi nell’industria, 79mila nelle costruzioni, 97mila nel terziario, a cui si aggiungono 220mila dipendenti, 42mila collaboratori coordinati e continuativi e occasionali, 136mila lavoratori autonomi, 110mila dipendenti a tempo indeterminato.Tradotto nel linguaggio comune questo significa che la crisi occupazionale ha coinvolto un po’ tutti, interi settori lavorativi sono alle corde e a farne le spese maggiori sono i precari. A questi dati   vanno aggiunte 281mila persone in cassa integrazione. In prospettiva le cose non cambieranno nei prossimi due anni. Secondo la stima, il tasso di disoccupazione si attesterà all’8,7% nel 2010 e salirà al 9% nel 2011. 

 I numeri, dunque, smentiscono chi, finora, ha minimizzato gridando ai quattro venti che in Italia siamo fuori dalla crisi. In realtà, mentre Germania e Stati Uniti stanno risalendo la china, in Italia il mercato del lavoro va peggiorando. Il restringimento della base occupazionale è contenuta al Centro, ma il disastro riguarda sia il Nord che il Sud. Insomma, una batosta come non la ricordavamo da tempo e che ha portato l’economia italiana indietro di quasi otto anni. La ripresa ci sarà da qui a quattro anni…sarà una strada irta, piena di difficoltà e tutta in salita. Parola di Confindustria!

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