Nota del Segretario della Federazione Provinciale PdCI di Latina

Stiamo entrando nella fase viva di preparazione delle elezioni amministrative, provinciali ed europee del 2009 ed è il momento delle scelte. Per i Comunisti Italiani un punto fermo è che le alleanze a livello locale si stabiliscono in primo luogo sulla base della condivisione dei programmi e delle persone che li dovranno attuare, ma che le intese non possono non tener conto delle vicende politiche nazionali e regionali e delle implicazioni in esse contenute.
Liquidare, come ha fatto il Segretario Provinciale del PD Loreto Bevilacqua, la vicenda del rimpasto regionale e la successiva presa di posizione del PdCI di Latina come un personalismo incomprensibile appare poco rispettoso per chi, questa scelta, l’ha lungamente ponderata, valutando gli effetti a medio e lungo termine nello scacchiere politico provinciale.
In Regione sta accadendo un fatto molto grave perché l’ipotesi di ridefinizione degli assetti interni regionali non è inserito all’interno di una pianificazione o di una scelta condivisa, ma è frutto di una strategia i cui effetti ricadono sui Comunisti Italiani. Come possiamo ignorare un segnale simile? Il PD ci sacrifica ai fini del consolidamento delle alleanze, all’interno di giochi di potere che non ci sono usuali. È una logica che non condividiamo, un modo di procedere che non ci appartiene.
Dalle dichiarazioni del segretario provinciale del PD sembrerebbe che i Comunisti Italiani si stiano sottraendo al dialogo civile e democratico tra le parti. Come comunisti vogliamo sottolineare che per noi il confronto è possibile solo con soggetti di sinistra e dell’intero centrosinistra. Il PD insegue alleanze che non possiamo condividere. Un coinvolgimento dell’UDC comporta un automatica nostra esclusione dalle coalizioni di maggioranza perché questo partito è portatore di politiche fortemente di centro-destra sia a livello nazionale che locale
Abbiamo un impegno di coerenza e responsabilità politica verso i nostri elettori e la prospettiva politica che proponiamo loro deve essere chiara e inequivocabile sin da subito, con una chiara svolta a sinistra o con la formazione di una coalizione di centrosinistra affidabile e credibile che soddisfi una prima fondamentale condizione politica: bocciare senza appello una coalizione che riproponga il progetto del grande centro. Se a questa prima condizione politica (No all’UDC) si affiancheranno delle precise condizioni programmatiche, allora e solo in quel caso i Comunisti Italiani non faranno mancare il loro apporto elettorale e politico”.

Il segretario della Federazione Provinciale PdCI
Vittorio Proietti
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