Crisi finanziaria, privatizzazioni, guerra

da: radio-notizie

Quattro amici, A, B, C e D giocano una partita a poker. A dice a B: ” Prestami dei soldi, così posso continuare a giocare”. B risponde: “Soldi non ne ho nemmeno io, ma ti posso prestare i debiti che C ha con me”. “Benissimo, risponde A, se perderò anche quelli ti risarcirò coi debiti che D ha con me”.
Domanda: quanti soldi ci sono sul tavolo?
Esatto. La stessa somma è quella scritta ora sui bilanci delle banche che si sono prestate soldi fra loro aprendo crediti assicurati con le cambiali ancora da pagare di milioni di mutui a clienti per lo più insolventi. In pratica non hanno fatto altro che giocare la loro partita a poker con poste sempre più alte, il tutto rigorosamente scritto nei libri contabili digitali, fino a quando la cifra di questo vero e proprio pozzo di San Patrizio ha superato di migliaia di volte le cifre della finanza reale, cioè il valore delle merci prodotte in tutto il mondo. Come e quando verrà pagato tutto questo plusvalore creato dal nulla? La risposta realistica è: mai. Lo sanno benissimo banchieri e politici di tutto il mondo, ma il crollo del sistema finanziario fondato sugli interessi e sulla fantasia criminale illimitata è ovviamente l’ultima delle cose che desiderano. Il mafioso che vende opzioni chiamate “Junk bond” (titolo spazzatura) del suo casinò a Las Vegas a condizioni da strozzino, viene prima o poi ammanettato dal FBI e portato in carcere per il resto della sua vita, se lo stesso tipo di operazione viene intrapresa da una banca con tanto di prospetti illustrati e testimonial politicamente corretti, queste vengono offerte senza il minimo scrupolo ad ogni sportello bancario a pensionati, casalinghe e impiegati. In questa crisi finanziaria, tonnellate di titoli spazzatura sono finiti nelle casse di fondi pensionistici, casse comunali, provinciali e regionali di mezza Italia. Come nella nostra partita di poker, il debito aumenta ad ogni giro e alla base del debito non c’è nulla se non tante cifre allineate su fogli di carta senza valore se non per i partecipanti al gioco. Il giorno stesso che uno dei giocatori dovesse abbandonare il gioco, il castello di carta e di bugie crolla. Più banche e più Stati sono coinvolti e più grande la crisi. Se teniamo presente che una gran parte del debito pubblico americano è depositato in banche cinesi, arabe ed europee, allora abbiamo un’idea approssimativa della posta in gioco. A questo punto, ogni Stato per sé o con i suoi alleati cercherà di salvare il salvabile con piani di emergenza e finanziamenti straordinari alle banche di casa sua. Se si riesce a chiudere il buco che si è creato, grazie all’emissione di nuove obbligazioni, buoni del tesoro e tutto quello che lo strumentario monetario loro permette, possiamo tornare a respirare. In realtà questi provvedimenti non fanno altro che ricapitolare i debiti sulle spalle dei nostri figli e dei figli dei nostri figli con la speranza di trovare una soluzione nei prossimi anni o di creare una nuova bolla finanziaria dalla quale uscire questa volta vincitori.
Già, perché il fatto è che in tutta questa storia non ci sono solo perdenti, ma, lontano dai riflettori, anche un pugno di vincitori. I vincitori sono coloro che in ultima istanza hanno nei loro caveau la cambiale impossibile da pagare firmata dai governi di tutto il mondo. Questi sono i veri padroni, i potenti, l’istanza occulta che manovra la politica delle nazioni di tutto il mondo. A questo punto, nel tentativo di pagare la propria cambiale e resisi conto che gli introiti ordinari dello Stato non basteranno mai (ci sono interessi e interessi sugli interessi che lasciano lievitare il dovuto verso l’infinito), i governi cominciano a tagliare i finanziamenti per la sanità, i servizi sociali, la scuola e tutto ciò che non serve direttamente la produzione, condannata a crescere di continuo se si vuole sbarrare la strada alla bancarotta ormai alle porte. Lo Stato comincia a vendere tutto ciò che possiede, terreni, immobili, partecipate e alla fine anche le infrastrutture: autostrade, ferrovie, acquedotti, società elettriche: TUTTO.
Domanda: indovinate chi sono gli acquirenti!!!
A seguito dei tagli sulla spesa pubblica, si diffonde il malcontento e il disagio sociale. Studenti scendono in piazza, massaie e pensionati protestano, operai scioperano. La situazione diventa sempre più drammatica e nessun Governo in queste condizioni può permettersi uno stop della produzione. Arriva la polizia, aumentano le pene, si vietano gli scioperi, si formulano nuove leggi speciali. Siamo ormai lanciati verso la dittatura e il fascismo. La prima causa del fascismo e della dittatura sono quindi il cumulo enorme di debiti collezionati dallo Stato e il tentativo disperato di uscire dalla schiavitù finanziaria. A fronte di tutto questo si fa sempre più forte la pressione di quelle nazioni prestanome delle banche che hanno nel proprio caveau la cambiale firmate da questi Governi sfortunati. Se non ci sarà la disponibilità ad accettare compromessi-capestro dalle suddette nazioni, queste scopriranno che a casa vostra avete nascosto il più pericoloso terrorista del pianeta o che nelle vostre fabbriche si costruiscono Armi di Distruzione di Massa. Oppure che il sistema politico nato a causa del ricatto finanziario ha raggiunto livelli di orrore tali da richiedere l’intervento dei paesi liberi per riportare la democrazia. Insomma, o accettate la schiavitù o vi ritrovate la guerra in casa. Con la guerra vengono distrutti capitali immensi, quindi il foglio di carta sul quale i giocatori di poker avevano scritto diligentemente l’ammontare delle proprie puntate viene distrutto e il gioco può ricominciare da zero.
Da zero?
Non proprio. Autostrade, ferrovie, fabbriche che prima erano “cosa pubblica” sono finite in poche mani private, le stesse mani che hanno guadagnato tonnellate di oro ( la carta-moneta in tempi di guerra non la vuole nessuno) dalla vendita di armi che alla fine della guerra verranno raccolte e distrutte a spese del contribuente per fare posto a nuove armi, più sofisticate e più costose, da fabbricare in attesa di una tragedia sempre più grande della precedente.
A questi Signori del Mondo, veri padroni, i potenti, l’istanza occulta che manovra la politica delle nazioni di tutto il mondo, lasciatemi ricordare un principio elementare: “Tutti gli uomini sono stati creati uguali, essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità”.
Non è una frase presa dal proclama di una pericolosa organizzazione terroristica, ma l’inizio della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America.

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