Astensionismo e dintorni – Riflessioni sul dopo elezioni in Abruzzo

Le elezioni in Abruzzo dovrebbero far riflettere su quanto la politica stia andando definitivamente alla deriva. Il dato più eclatante è, senza ombra di dubbio, la portata dell’astensionimo.. L’affluenza alle urne ha registrato uno scarno 53,8% che correlato alla precedente kermesse regionale del 2005 che registrò un buon 68,5% e alle elezioni politiche del 2008 che registrarono un’affluenza del 80%, costituisce un’indubbia e significava batosta. All’appuntamento elettorale, questa volta, ha rinunciato un abruzzese su due. È un’astensione di massa inquietante perché sancisce, in maniera definitiva, la disaffezione verso la politica…la gente ha dato un segnale di sfiducia inequivocabile, ha messo in luce e reso evidente la profonda frattura esistente tra i cittadini e le istituzioni. È una crepa del sistema che, esacerbata dalle recenti vicende giudiziarie abruzzesi, si è allargata a dismisura, senza possibilità di controllo e di contenimento.

Ed ora? Il PDL canta vittoria. A torto o a ragione? Dipende dal punto di vista. Se consideriamo l’elezione a governatore del candidato Gianni Chiodi la conclusione è che il centrodestra ha conquistato una roccaforte rossa e questo determinerà un effetto a catena anche in altre realtà regionali e locali. Non si sfugge alla logica per cui quello che succede in un contesto politico specifico incide sullo scenario nazionale e sugli equilibri politici consolidati. D’altra parte, a dar ragione ai numeri, ci si accorge che il dato dell’astensione è trasversale a tutti partiti. Anche il PDL rileva un calo di consensi (il 36% rispetto al 38,2% delle elezioni di primavera), ma è ininfluente rispetto al fatto principale che la sinistra ha perso!

Il PD non convince. Questo è un fatto incontrovertibile. Questa elezione è stata una debacle senza precedenti. Si è passati dal 33, 1 % delle precedenti votazioni al 19,61%. Una vera e propria disfatta sulla quale i vertici del partito dovrebbero interrogarsi al fine di arginare la fuga inarrestabile di consensi e voti. Altra questioncina sulla quale riflettere: i voti persi sono confluiti nelle liste dell’IDV che è arrivata al 15,03%, con un balzo in avanti di dieci punti percentuali rispetto alle politiche (4,3%). Attenti a Di Pietro verrebbe da consigliare…incarna perfettamente il sentimento nazional-popolare: le sue tirate sono sanguigne e dirette, enfatiche se vogliamo, ma apprezzate dalla gente che riconosce in esse, il linguaggio del parlare quotidiano! Immediato e diretto…una messe di voti che fornisce al IDV un peso politico maggiore.

E la sinistra, in tutto questo? Passa quasi del tutto inosservato nel bailame generale, ma i partiti della sinistra, archiviata l’esperienza fallimentare dell’arcobaleno, tentano la rimonta e ci riescono! I partiti di estrema sinistra hanno complessivamente ottenuto il 6,89%, contro il 3,17% della sinistra arcobaleno. Oggi il Prc (2,84% 1 seggio), il Pdci (1,83% 1 seggio) e Verdi e Sinistra Democratica riuniti in una lista denominata La Sinistra (2,22% 1 seggio), raccolgono complessivamente 37.444 voti (6,89%) cioè 11.068 voti in più. Rispetto alle politiche di aprile, quindi, hanno più che raddoppiato la percentuale e hanno anche aumentato i voti in valore assoluto, pur restando lontani dalle precedenti politiche e regionali.

Affido alle parole del nostro segretario Oliviero Diliberto il commento sui risultati conseguiti dal PdCI: “Il Pdci in Abruzzo tiene. Al contrario di altri a sinistra che arretrano rovinosamente. Complimenti al gruppo dirigente del partito in Abruzzo per il buon lavoro svolto in condizioni difficili e per aver saputo ottenere un risultato che conferma un nostro consigliere. Pagano la riconoscibilità e le alleanze. Ora è necessaria la riunificazione fra noi e il Prc per creare una sola forza Comunista. Meno piccola. Ma il disastro del Pd, consegna l’Abruzzo alla destra e regala enormi consensi all’Italia dei Valori. E’, quello del Partito Democratico, un gruppo dirigente irresponsabile. Quanto a lungo farà danni al Paese? Il guaio è che se continuano, i danni rischiano di essere irreparabili”.

Aspettiamo l’evolversi degli eventi. Ci sono altri appuntamenti elettorali importanti ed una mano da tendere agli indecisi o ai recalcitranti perché non si sancisca, con ulteriori disaffezioni al voto, quella lontananza dalla politica che si traduce in indifferenza, qualunquismo, disimpegno. È come firmare una delega in bianco al vincitore di turno!

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