Il Pdci a fianco dei lavoratori (di Gianni Pagliarini)

Lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre non ha nulla di ideologico: la premessa mi pare necessaria, alla luce delle penose polemiche degli ultimi giorni con protagoniste Cisl e Uil contro il sindacato di corso Italia

Il ricorso allo strumento di lotta più impegnativo da parte della principale confederazione non nasce affatto da motivi di opportunità politica. Affonda piuttosto nei drammi che attraversano in lungo e in largo il Paese e nella necessità di dare voce ai principali protagonisti (loro malgrado) della crisi: dai lavoratori di molti settori privati a quelli del pubblico, fino agli studenti.

In gioco ci sono le condizioni materiali delle persone in carne ed ossa e l’avvenire di un’intera generazione di lavoratori. A cominciare dai precari sparsi per tutte le categorie, invisibili agli occhi della vasta parte di mondo politico e imprenditoriale che li ha depredati anche della speranza di un futuro.

Si giungerà dunque all’appuntamento del 12 dicembre alla fine di un lungo percorso di lotta iniziato, a ben guardare, dall’inizio dell’estate di quest’anno. Da quando, cioè, Tremonti ha annunciato di aver raggiunto in nove minuti e mezzo l’accordo sul Dpef in Consiglio dei ministri, mentre il suo collega Brunetta iniziava la crociata contro i “fannulloni”. Qualche mese dopo, di fronte ai ritardi sulla trattativa per il rinnovo del contratto, il ministro dell’Innovazione ha cominciato a prefigurare la divisione tra sindacati “buoni” e “cattivi”, finché si è giunti alla firma di un Protocollo separato.

Un percorso differente, ma non dissimile negli esiti, è accaduto nel settore del commercio, dove la Filcams-Cgil si è rifiutata di apporre la sua firma in calce ad un contratto che determina pesanti arretramenti sulle condizioni di lavoro, mentre l’ultima spaccatura è di questi giorni e riguarda la riforma dell’Università. In questo caso, la Cisl ha ritirato alla vigilia dello sciopero la sua adesione alla lotta, confermando una strategia di complessivo e preoccupante riavvicinamento (questo sì, politico) tra Berlusconi e una parte del mondo sindacale.

A poco valgono, perciò, i tentativi di smentita da parte di Bonanni e Angeletti a proposito della presunta cena con il premier (e senza la Cgil). La realtà è sotto gli occhi di tutti e ognuno è chiamato ad assumersi le sue responsabilità. Noi Comunisti italiani, che abbiamo condiviso le forti ragioni di chi ha promosso le lotte in questi mesi, sosterremo lo sciopero generale e saremo a fianco dei lavoratori, per difenderne i diritti e la dignità violata.

Gianni Pagliarini
Responsabile Dipartimento Lavoro Pdci

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