Febbraio 18, 2009 • 2:03 pm
Concita de Gregorio su l’Unità
“I due giorni che abbiamo appena trascorso sono stati i più bui nella breve storia del Partito democratico. Delle sue oligarchie, per l’esattezza: punite con severità assoluta da un elettorato stanco di lotte intestine e clandestine, dei giochi di potere sotterranei eppure così visibili, di mezze frasi dovute alla stampa e sorrisi di fratellanza esibiti ai fotografi da un residuo e sempre meno convinto obbligo di decenza. Dalla necessità di nascondere una lotta fratricida fatta di colpi bassi e bassissimi: una guerra che mai si cura del bene comune, dell’alleanza politica, dell’interesse pubblico, delle città e delle Regioni, delle persone che ci vivono, del Paese. Una politica dimentica di essere al servizio del Paese e dei cittadini, convinta che i cittadini siano al suo servizio: serbatoio di voti da usare alla bisogna come merce inerte. Gli oligarchi hanno ancora una volta giocato la loro partita a scacchi, fieri di escogitare ogni giorno nuovi trucchi, inedite strategie di offensiva reciproca. Gli elettori li hanno puniti: esausti, esasperati, nauseati fino al punto di farsi del male, pratica che del resto nel centrosinistra è consueta.”
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Roma, 18 feb. – (Adnkronos) – Quella del Pd “non e’ una crisi della sinistra perche’ il Partito democratico per sua stessa definizione non e’ un partito di sinistra ma e’ un partito diciamo democratico genericamente all’americana ma non e’ la sinistra”. Lo ha affermato il segretario del Pdci Oliviero Diliberto intervistato da Maurizio Belpietro per ‘Panorama del giorno’, su Canale 5.
“Di Veltroni, tutto si puo’ dire, tranne -ha aggiunto- che sia un uomo di sinistra, il Pd certo e’ in profondissima crisi perche’ da quando Veltroni e’ diventato segretario, era la fine del 2007, abbiamo avuto immediatamente dopo la crisi del governo Prodi e le elezioni anticipate, la vittoria clamorosa di Berlusconi con i numeri che conosciamo, la sconfitta a Roma perche’ Veltroni ha scelto Rutelli come candidato e ha vinto Alemanno, poi la sconfitta in Abruzzo, poi la sconfitta direi la disfatta in Sardegna, francamente che altro poteva fare se non dimettersi?”
“Vorremmo provare a fare con il Partito democratico opposizione, bisognerebbe provare a costruire una alternativa alle politiche del Governo. Io -ha concluso Diliberto- la farei volentieri anche assieme al Pd. Bisogna vedere quale sara’ il nuovo gruppo dirigente del Partito democratico”.
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